Si mangia di più e meglio, cresce l’aspettativa di vita, ma aumentano i rischi di malattie cardiovascolari, l’obesità e il diabete. Queste tendenze riguardano tutta l’Unione Europea, il cui servizio di ricerca del Parlamento ha recentemente pubblicato uno studio sulla demografia nel vecchio continente. Il report si è focalizzato sulla relazione tra alimenti e demografia, sulla varietà delle diete seguite e sul fatto che, secondo alcune teorie, si consumerebbero troppi cibi di origine animale. Il trend, tuttavia, evidenzia una leggera flessione di questa tipologia di prodotti (compresi quelli lattiero-caseari), con un aumento dei prodotti a base vegetale, che tuttavia non possono essere proposte come vere “alternative”, visti i diversi apporti nutrizionali.

Per tanto, di fronte a un aumento di richieste di cibo (sia in termini di quantità, visto l’incremento della popolazione mondiale; sia in termini di qualità, vista la possibilità per alcune nazioni di affacciarsi a mercati prima proibitivi), secondo le stime della Fao, entro trent’anni il settore dell’agro-industria dovrà crescere di almeno il 50% per rispondere alle domande di una popolazione mondiale in crescita. Serviranno quindi più prodotti, compresi quelli lattiero-caseari, che però dovranno fare il conto con una limitata disponibilità di terre idonee all’agricoltura e ai cambiamenti climatici. La sfida che ci si prospetta davanti è enorme.